«Ho fatto domanda di asilo»
Questa volta ne parli prima. In arabo, e senza nessuno in mezzo.
Parlo arabo: puoi parlarmi nella tua lingua.
Me la racconti nella tua lingua. Non serve nessuno a tradurre.
Ci parliamo io e te, nel mio studio a Firenze. Nella stanza non c'è nessun altro.
Il primo colloquio è breve e gratuito. Non ti impegna a niente.
Aspetti, hai firmato senza capire, o hai una risposta
- Hai presentato la domanda e adesso aspetti.Non sai chi ti chiamerà, e nessuno te l'ha spiegato.
- Ti hanno già fatto delle domande.Non eri sicuro di cosa stavi rispondendo.
- Hai firmato dei fogli in un ufficio.Non sai cosa c'era scritto sopra.
- Sei arrivato da poco e i giorni che avevi stanno finendo.Qualcuno ti ha detto «asilo». Non sai cosa vuol dire davvero.
- Ti è arrivata una risposta sulla tua domanda.L'hai letta e non hai capito cosa succede adesso.
Non è nessuna di queste? Scrivimi lo stesso. Mi dici a che punto sei. Ti dico se posso seguirti io.
Chi decide, e cosa posso fare io
Quello che posso fare è farti capire dove sei.
Ci sono poche parole che ti sentirai dire, e nessuno te le spiega.
Te le spiego io, una per una, in arabo. Prima che tu le senta dire da qualcun altro.
I documenti dipendono dal tuo caso: ogni caso ha la sua lista precisa. Porta quello che hai.
Leggo le tue carte, ti spiego, con gli uffici parlo io

- Ci parliamo prima, io e te.
- In arabo. Nella stanza non c'è nessun altro.
- Leggo le carte che hai.
- Anche quelle che hai firmato senza capirle.
- Ti spiego chi decide e cosa viene dopo.
- Con le parole che usano loro, dette nella tua lingua.
- Guardo i dettagli che fanno perdere mesi.
- Il nome scritto in due modi su due fogli. La data di nascita che non coincide. Le lettere a un indirizzo dove non abiti più.
- Con gli uffici parlo io.
- Non devi capire quale ufficio è competente.
- Quello che mi racconti resta tra noi due.
- Vale anche se poi non lavoriamo insieme.
Quello che non devi fare
- Non devi parlare italiano.Parliamo in arabo, come ti viene meglio.
- Non devi portare nessuno a tradurre.Non un parente, non un amico, non un conoscente.
- Non devi raccontarmi la tua storia davanti a nessun altro.Nel mio studio ci siamo io e te.
- Non devi preparare un discorso per me.Me la racconti come ti viene.
- Non devi preparare niente prima.Porta quello che hai, anche se è disordinato, anche se è in arabo.
- Non devi firmare niente che non hai capito.Quello che ti do da firmare io, prima te lo spiego.
- Non devi compilare moduli su questo sito.Mi scrivi un messaggio e basta.
Ci parliamo in arabo. Gli atti li scriviamo in italiano.
«Serve ancora un avvocato?», «È tardi per parlarti?»
«La domanda l'ho già fatta da solo. Serve ancora un avvocato?»
La domanda è un pezzo del percorso, non il percorso. Portami quello che hai già consegnato: guardiamo insieme a che punto sei.
«Ho già raccontato tutto una volta. Devo ricominciare da capo?»
No. Mi dici a che punto sei, non tutto daccapo. Poi guardiamo insieme le carte che hai.
«Se qualcuno mi traduce, non basta?»
Chi traduce fa un altro mestiere: porta le parole da una lingua all'altra.
Io non sono lì per tradurti: sono il tuo avvocato, e l'arabo lo parlo io.
«Quello che ti racconto dove finisce?»
Resta tra noi due. Si chiama segreto professionale. Non lo sa nessun altro.
Nemmeno chi ti ha accompagnato fino alla porta. E vale anche se poi non lavoriamo insieme.
«Sulla mia domanda è già arrivata una risposta. È tardi per parlarti?»
No. Scrivimi lo stesso e mi dici cosa ti è arrivato. Se c'è una strada, te la spiego. Se non c'è, te lo dico subito.
Intorno alla pratica: lavoro, documenti, famiglia

Questa pratica non è tutta la tua vita. Intorno ci sono il lavoro, i documenti, la tua famiglia.
Una cosa alla volta. Quando arriviamo lì, ne parliamo.
Non ti sto dicendo di affidarmi la pratica.
Ti sto dicendo di venire a capire come sei messo, prima di decidere qualsiasi cosa.
In arabo o in italiano, come ti viene meglio.
Il primo colloquio è breve e gratuito. Non ti impegna a niente.
Costi, tempi, la lingua e chi ti riceve
«Il mio italiano non è buono.»
Puoi parlarmi in arabo. Capisco anche quello che non riesci a dire in italiano.
«Quanto ci vuole?»
I tempi non li decido io.
Quello che posso dirti è quanto ci metto io a risponderti, e cosa saprai già alla fine del primo colloquio.
«Quanto mi costa in tutto?»
La prima volta che ci parliamo non ti costa nulla e non ti impegna a niente.
Se il tuo caso richiede un lavoro vero, te lo dico prima di iniziare — non dopo.
«Perché su questo sito non c'è la lista dei documenti?»
Perché i documenti dipendono dal tuo caso: ogni caso ha la sua lista precisa.
Porta quello che hai: guardiamo il tuo caso, non un caso generico.
«Mi ricevi tu di persona?»
Sì. Non ti passo a una segretaria: quello che mi racconti lo sento io.